Perché i grassi saturi vengono demonizzati dalla comunità scientifica e da chi vuole dimagrire? In questa prima parte della nostra conoscenza ai grassi saturi ti spieghiamo qualche retroscena. Scopri di più sull’origine del “male”! 

Non sei un po’ stanco di leggere ovunque veri e propri sproloqui su questo o su quel nutriente? Sì, è vero. Abbiamo parlato dello zucchero come di un killer ma quella è un’altra storia semplicemente perché crea una vera e propria dipendenza e danni certi all’organismo. Qui, invece, parliamo di demonizzazione vera e propria. In particolare, ci riferiamo ai grassi saturi.

I grassi saturi non fanno (troppo) male

A quanto pare, recenti studi hanno confermato che i grassi saturi non fanno male (o, almeno, non così tanto come si immagina). Vanno consumati con moderazione come tutti i nutrienti e bilanciati all’interno di una dieta sana. 

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La demonizzazione dei grassi saturi comincia quando Lipid Hypotesis comincia a diffondersi a macchia di leopardo nella cultura alimentare di tutti. 

Secondo questa teoria i grassi saturi innalzerebbero i livelli di LDL plasmatiche e sarebbero la causa dell’aterosclerosi (un’alterazione delle pareti delle arterie che perdono elasticità a causa di un accumulo di calcio, colesterolo, materiale fibrotico e cellule infiammatorie.

Successivamente, poi, il commercio viene invaso dagli oli di semi di cotone cristallizzato (Crisco) e dai grassi trans. Questi due prodotti dovevano sostituire i grassi animali perché più sani per l’individuo.

Sicuramente sono stati tanti, negli anni, gli studi a supporto della Lipid Hypotesis. Dagli primi anni del ‘900 ad oggi ce ne sono davvero di numerosi come il Framinghan Heart Study oppure il Report Mc Govern solo per citarne alcuni. 

La vera lotta ai grassi saturi è americana 

All’inizio degli anni ‘90 viene pubblicata per la prima volta la piramide alimentare che presentava i grassi saturi come dannosi. La stessa piramide confermava i carboidrati come base sana di un’alimentazione corretta e veniva consigliata fino a 11 porzioni al giorno di questo nutriente (follia?!).

Ad oggi, con il rilascio dell’ultima guida alla dieta degli americani (Linee Guida Dietetiche per gli americani), vengono identificati come grassi buoni quelli poli e monoinsaturi e indicati come grassi cattivi i grassi trans e i saturi. Di questi si consiglia di abbassare la soglia di consumo calorico a meno del 10%.

Ovviamente, con il tempo si è dimostrato che quegli studi sono fallati e che, oggettivamente, in tantissimi paesi il consumo di grassi saturi non provoca malattie cardiache in un rapporto tale da definirsi preoccupante o, addirittura, tossico

Vengono, infatti, smentiti diversi studi che reggono la Lipid Hypotesis perché ignoravano altri dati che confutavano palesemente la teoria contro i grassi saturi. Ci sono intere popolazioni (come Masai, Inuit e tante altre) la cui dieta è ricca di grassi saturi e che non presentano rischi cardiaci così rilevanti, anzi. 

Perché i grassi saturi fanno paura?

Purtroppo è tutto molto semplice, abbiamo consumato fin dalla nostra comparsa sulla Terra grassi saturi. Vi abbiamo aggiunto grano, olio e altri alimenti e abbiamo cominciato ad ingrassare e ad avere problemi cardiovascolari.

Esattamente come se avessimo cominciato a nutrirci ieri (evolutivamente parlando) di olio e grano. E la colpa – secondo i ricercatori di inizio Novecento, è dei grassi saturi. 

Nella realtà dei fatti, i dati scientifici confermano esattamente il contrario e cioè che l’uomo dalla sua origine assume grassi saturi nelle quantità necessarie al suo benessere e che le popolazioni tutte, se analizzate a dovere, dimostrano che l’incidenza dell’aumento di colesterolo e dei problemi cardiaci non è legato esclusivamente al consumo di questo nutriente. 

Ecco che, pompato dai media e dal governo americano, vengono cestinati i dati che controbbattono quelli della Ipotesi e quindi risulta che i grassi saturi sono il male anche tra le persone che se ne convincono sempre di più fino a demonizzarli. 

I dati analizzati a trent’anni dallo studio originario, infatti, confermano che più grassi saturi un individuo assume più il colesterolo aumenta. I livelli di colesterolo plasmatico, però, diminuiscono. E più grassi saturi vuol dire più calorie. Il discorso è che queste persone pesano di meno e sono più attive fisicamente.

C’è qualcosa che non quadra.

 

Author: Dott. Francesco Marinelli

Mi occupo di nutrizione funzionale e credo che il cibo sia la medicina più potente che esista e in grado di migliorare la tua vita, se sai come utilizzarlo. Come diceva Ippocrate, fa che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il cibo. Inizia a pensare alla nutrizione come a un atto di amore, per prendersi cura di sé stessi e del proprio corpo. Per fare questo dobbiamo imparare a scegliere consapevolmente i cibi e far sì che i cambiamenti che mettiamo in atto siano duraturi e facciano parte di un nuovo stile di vita sano.

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