La sindrome dell’intestino permeabile è sempre più diffusa negli ultimi anni. 

Quando le pareti intestinali cominciano a cedere, le sostanze più grosse penetrano infilandosi poi anche nel flusso sanguigno. Stessa storia vale per i batteri, le tossine e le particelle di cibo non digerito. Questo provoca grossi problemi di infiammazione e un’ipereazione del sistema immunitario che – risiedendo per circa l’80% nel rivestimento esterno dell’intestino, attacca l’organismo considerandolo un estraneo. 

Numerosi studi hanno dimostrato una correlazione tra malattie autoimmuni e sindromi croniche, così come malattie metaboliche come diabete e celiachia.

Che cos’è la Sindrome dell’Intestino Permeabile? 

Durante la digestione, il cibo attraversa tutti gli organi di cui è composto. Questi, singolarmente, scompongono il cibo, assorbono la parte di nutrienti necessaria e l’acqua, eliminano le tossine. Quando si è affetti dalla Sindrome dell’Intestino Permeabile, il rivestimento esterno dell’intestino permette a parti di cibo non digerite, a tossine, batteri e virus di passare e introdursi all’interno del circolo sanguigno portando squilibri e causando danni all’organismo. 

L’intestino ha solitamente giuzioni molto strette che – esattamente come le maglie di un’armatura, proteggono l’organo (e il resto dell’organismo) dal passaggio di sostanze che, in parole povere, lì non devono passare. Il rivestimento dell’intestino dovrebbe permettere l’accesso solo all’acqua e ai nutrienti fondamentali di cui il corpo ha bisogno e l’immissione di questi  nel circolo sanguigno. 

Il processo tramite il quale l’intestino assorbe acqua e nutrienti tramite il passaggio tra le maglie del suo rivestimento viene chiamato Permeabilità Intestinale. Quando queste giunzioni si allargano troppo (e tutto quello che non deve passare, passa) allora parliamo di Sindrome della Permeabilità Intestinale.

Secondo molti studi, l’aumentata permeabilità intestinale produrrebbe una catena di effetti indesiderati e problematici sul corpo umano. Partendo dall’innescare una reazione autoimmune e infiammatoria diffusa, questa – a sua volta, provocherebbe diversi problemi di salute come malattie autoimmuni, emicrania, sensibilità alimentare, malattie metaboliche, della pelle, stanchezza cronica e brain fog (sensazione di avere la mente annebbiata) e tanti altri sintomi. Anche la Celiachia e il Diabete di Tipo 1 si manifestano insieme alla Sindrome dell’Intestino Permeabile.

Il grado di permeabilità intestinale di una persona dipende da un gran numero di fattori, come lo stile di vita, l’alimentazione, la genetica, il grado di infiammazione e altri motivi. La sindrome dell’Intestino gocciolante – viene chiamata anche così la sindrome da permeabilità intestinale, presenta un allentamento delle giunzioni strette delle cellule del rivestimento intestinale. Queste subiscono un’alterazione tale da permettere il passaggio di altre sostanze che risultano spesso tossiche e pericolose per il corpo.

Quali sono i sintomi della Permeabilità Intestinale?

I sintomi della Permeabilità Intestinale sono:

– diarrea,

– costipazione,

– gonfiore,

– infezioni urinarie ricorrenti,

– stanchezza cronica,

– problemi con la pelle,

– dolori articolari,

– infiammazione cronica,

– ipersensibilità, 

– intolleranze e reazioni forti. 

Qual è la causa della Sindrome da Permeabilità Intestinale?

Una vera e propria risposta non c’è: ancora oggi, infatti, sono numerosi gli studi che lavorano per trovare una ragione unica, la radice del vero problema. Nel frattempo, però, si può dire che è una sindrome multifattoriale che viene scatenata da diverse cause anche molto differenti tra di loro.

La zolunina e i marker infiammatori, tuttavia, ci danno qualche informazione. 

I livelli alterati della zolunina (proteina che regola l’ampiezza delle giunzioni intestinali) possono aumentare la permeabilità intestinale. Più è elevata, infatti, maggiori sono i sintomi che alcuni pazienti manifestano. In alcuni soggetti, particolarmente reattivi all’aumento dei livelli di zolunina, poi, batteri e glutine scatenano reazioni davvero molto potenti e disagevoli (come la SIBO, sindrome da sovraccrescita batterica). 

Anche il glutine aumenterebbe la permeabilità intestinale. Soprattutto se il paziente è predisposto alla celiachia. La sensibilità al glutine, però, non è un fattore fondamentale per molti studi. Insomma, la risposta alla domanda “il glutine aumenta la permeabilità intestinale” è dipende dalla predisposizione personale e dal grado di infiammazione della persona interessata. 

Alcune delle cause, infatti, sono rintracciabili nell’uso a lungo termine di alcuni medicinali come i FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei che vengono utilizzati per tenere sotto controllo le infiammazioni e alcune infezioni come l’ibuprofene) o uno squilibrio della comunità batterica intestinale che conosciamo anche come disbiosi (alterazione del microbiota intestinale). 

Alcune ricerche dimostrerebbero la correlazione tra i mediatori dell’infiammazione – come il TNF (fattore di necrosi tumorale) o l’interleuchina 13 (IL-13), potrebbero aumentare la permeabilità intestinale. 

Condizioni di base che concorrono alla Sindrome dell’Intestino Permeabile

Oltre a molte delle cause elencate, quando si parla di Sindrome dell’Intestino Permeabile o aumentata permeabilità intestinale ci sono anche delle situazioni alla base che acuiscono la condizione stessa. Come ti dicevo, sicuramente una condizione di disbiosi (ovvero scarso e complesso equilibrio batterico nel microbiota intestinale) porta ad un aggravamento della permeabilità del rivestimento esterno dell’intestino.

Generalmente, questo avviene per tre situazioni: SIBO, Candida o Parassiti. 

SIBO (Sindrome da Sovraccrescita Batterica)

La crescita eccessiva dei batteri nell’intestino tenue – la SIBO, appunto, comporta l’abbattimento da parte di questi delle particelle di cibo. Questo processo produce detriti tossici per l’organismo, la formazione di gas e condizione di eccessiva infiammazione.

Candida

Quando la candida – già di per se problematica e disagevole, cresce in modo eccessivo allora sì che diventa pericolosa. La candida si riferisce ad uno specifico gruppo di lieviti, molto comuni nel nostro intestino. Questi microrganismi, con le giuste condizioni, possono purtroppo arrivare ad assumere il totale controllo della membrana intestinale, danneggiandola. 

Parassiti

Il terrore di tutti, quello più nascosto ma nemmeno troppo: i parassiti – tanti, troppi, tutti diversi tra di loro. Sembra quasi la pubblicità delle figurine Panini ma purtroppo sono davvero spaventosi (e fastidiosi): possono penetrare all’interno dell’organanismo e assumerne il controllo provocando danni e infiammazioni. I parassiti, infatti, rubano i nutrienti destinati alle cellule e rilasciano scorie e tossine che di  certo non fanno bene al nostro organismo. 

Come si cura la Sindrome da Permeabilità Intestinale?

Il protocolllo da attivare in caso di Sindrome da Permeabilità Intestinale è unico per ogni paziente che presenta una sintomatologia evidente. Questo succede perché è necessario programmare una serie di strategie che, insieme, provvedono a migliorare laddove possibile i  sintomi della sindrome e a ristabilire quell’equilibrio necessario per stare bene. 

Per ripristinare la permeabilità intestinale le strategie sono tante. Si può iniziare il processo con una prima pulizia a digiuno per un periodo compreso tra i 3 e i 5 giorni. Questo periodo – chiamato di ripristino, permette al paziente di nutrirsi seguendo una dieta liquida o un digiuno con acqua. Ci sono molti alimenti – come il brodo di ossa, che ti permettono di assorbire tutti i nutrienti che ti servono e ti sono necessari alle funzioni antinfiammatorie e lenitive del tessuto che riveste l’intestino che – in questa fase, deve guarire dall’allargamento delle maglie che lo costituiscono. Possono aiutarti anche altri alimenti come oli, tisane e integratori ma dovrai sempre rivolgerti al tuo nutrizionista di fiducia ed evitare il più possibile il fai-da-te.

Dopo una fase di ripristino, segue necessariamente una fase di ricostruzione. Questa comporta cibi e integrazione che supportino il processo digestivo e riducano lo stress degli organi del sistema gastro intestinale, in modo tale da facilitare l’assimilazione dei nutrienti. Questi – selezionati a livello di micro e macronutrienti necessari all’organismo, vengono assimilati al meglio perché viene migliorata la problematica che accomuna tantissimi pazienti che soffrono di intestino (molto) permeabile: la produzione di acido cloridrico (HCL) e degli enzimi pancreatici. Quando i livelli di HCL sono molto bassi, ci sono problemi legati alla digestione del cibo. Le parti di cibo vengono digerite male e quindi facilitano la proliferazione di microrganismi patogeni che metabolizzano le particelle di cibo non digerite e le trasformano in sostanze chimiche tossiche, poco salutari e in gas. Ecco perché bisogna tenere sotto controllo ciò che mangiamo ma anche come lo digeriamo!

C’è un problema con il rivestimento intestinale?

L’80% del nostro sistema immunitario vive nel tessuto linfoide che riveste l’intestino. Il GALT (il tratto gastro intestinale sede del sistema difensivo dell’organismo) è una barriera fondamentale perché protegge il sistema circolatorio e il suo “contenuto” dal mondo esterno. Il GALT elimina tutti gli invasori che entrano dall’intestino tenue. Il problema è che c’è un improvviso aumento dei  livelli infiammatori del nostro corpo quando questo è compromesso. O perché viene oggettivamente sopraffatto da infezioni, batteri o parassiti oppure perché impazzisce ed attacca il suo stesso protetto, l’organismo. La risposta infiammatoria viene sollecitata soprattutto quando, tra le maglie dell’intestino, passano elementi indesiderati e che circolano liberamente nel flusso sanguigno. 

Quando i livelli di infiammazione salgono, questo influisce anche sugli altri organi provocando scompensi e disequilibri. Per questo controllare la propria permeabilità intestinale permette di stare meglio.

Quali sono i migliori alimenti per curare la permeabilità intestinale? 

Ci sono diversi alimenti che puoi integrare nella tua routine alimentare per migliorare la condizione di permeabilità intestinale aumentata. Il tuo organismo te ne sarà davvero grato. C’è da premettere – come in ogni articolo che realizzo ti ricordo, che siamo esseri unici e che non esiste una ricetta per stare bene ma che ognuno risponde in modo diverso agli alimenti, all’integrazione e alle strategie che ti propongo. Detto questo, gli alimenti di questa rapida lista possono essere utili a dare una mano a ridurre i sintomi della sindrome della permeabilità intestinale.

Brodo di ossa: ricco di una grande varietà di nutrienti, lenisce il sistema immunitario iperattivo e fornisce all’organismo tutti i nutrienti di cui ha bisogno per ricostruire il rivestimento dell’intestino. Può essere preparato con le ossa di qualunque animale (ovviamente grass fed) cuocendo a fuoco lento per alcune ore. Cerca di assumerne circa 2 bicchieri al giorno. 

Olio di Cocco: uno degli alimenti che più spesso consiglio perché è un’ottima fonte di trigliceridi a catena media, di acido laurico. Questo aiuta il corpo a bruciare i grassi, ridurre l’infiammazione e curare il rivestimento intestinale ma non solo. Ha anche una forte azione antimicrobica e antilievito. Utilizzalo per cucinare e per i tuoi frullati, arrivando ad assumerne 3-4 cucchiai al giorno almeno.

Burro di Cocco: questo alimento ha tutti i benefici succitati dell’olio di cocco ma contiene anche farina di cocco che – al suo interno, contiene le fibbre del cocco. Risulta un ottimo prebiotico che aiuta la salute del microbiota intestinale. Puoi utilizzarlo in tantissimi modi in cucina. L’importante è integrarlo nella tua dieta assumendone almeno 2 cucchiai al giorno.

Aceto di mele: ottimo tonico fermentato con azione antimicrobiotica molto forte. Un alimento carico di enzimi e acidi organici che danno una mano a migliorare il processo digestivo, a stabilizzare la glicemia e a ridurre l’infiammazione. Puoi assumerlo come “shottino” oppure diluito in acqua. La dose ideale va dai 3 ai 4 cucchiai al giorno. 

Burro Ghee Grass Fed: uno degli alimenti più buoni del mondo. Un potente nutrienti che supporta tantissime funzioni del corpo, tra cui quella fondamentale, quella intestinale. Ricco di acidi grassi omega-3 di cui l’organismo ha bisogno per stare bene e di grassi a catena corta come l’acido burritico. Aggiungiamoci vitamine sparse come A, D, E e K2 liposolubili. Il burro ghee grass fed è un burro privo di lattosio, caseina e siero del latte. In questo modo è ideale per aiutare a migliorare la permeabilità intestinale. Il mio consiglio è quello di assumere tra i 2 e i 4 cucchiai ogni giorno scegliendo sempre Burro Ghee di animali da pascolo che si cibano di erba. 

Hai domande o dubbi sulla sindrome da permeabilità intestinale? Ponimele pure nella forma che preferisci sui social, Instagram o Facebook. Se, invece, ti riconosci nei sintomi della Sindrome da Permeabilità Intestinale che ti ho elencato, scrivimi a dott.marinellifrancesco@gmail.com 

Author: Dott. Francesco Marinelli

Mi occupo di nutrizione funzionale e credo che il cibo sia la medicina più potente che esista e in grado di migliorare la tua vita, se sai come utilizzarlo. Come diceva Ippocrate, fa che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il cibo. Inizia a pensare alla nutrizione come a un atto di amore, per prendersi cura di sé stessi e del proprio corpo. Per fare questo dobbiamo imparare a scegliere consapevolmente i cibi e far sì che i cambiamenti che mettiamo in atto siano duraturi e facciano parte di un nuovo stile di vita sano.

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