Digiuno intermittente e intestino: c’è una relazione tra questa varietà di piano alimentare e le funzionalità del tubo digerente? A quanto pare sì e c’entra – come spesso accade con la nutrizione, il microbiota intestinale. Scopri che cos’è il digiuno intermittente, come può aiutare il tuo intestino e tanto altro ancora. Leggi per saperne di più.

Che cos’è il digiuno intermittente?

Il microbiota intestinale ama il digiuno intermittente. 

All’interno del nostro organismo, sono presenti tantissimi microbi. Questi sono di dimensioni, forme e provenienze molto differenti tra loro. Il nostro corpo, però, è molto ospitale: accoglie colonie di batteri, virus, funghi. La colonizzazione di questa comunità così variegata ha un impatto sulla nostra salute – a stabilire se è positivo o negativo, dipende da molti fattori. I batteri cambiano il nostro modo di metabolizzare il cibo, contibuiscono ad uno stato di salute positivo e, ancora, al peggioramento o miglioramento del decorso di una malattia. 

Il digiuno intermittente (chiamato anche IF) ha effetti benefici sulla funzione intestinale, sulla riduzione dell’infiammazione e aiutando le colonie batteriche che abitano il nostro corpo a diversificarsi. 

Esistono diverse tipologie di digiuno intermittente: c’è il digiuno a giorni alterni, quello a tempo limitato, la dieta dell’orologio, la 16:8 e ancora altre varianti. 

Rispondiamo prima alla domanda che cos’è il digiuno intermittente, prima.

Il digiuno intermittente è, nei fatti, un “salto” che facciamo fare all’organismo non mangiano secondo differenti modalità. Si può saltare la colazione e consumare a pranzo il primo pasto della giornata, si può consumare cibo in 8 ore e digiunarne 16. Dipende dal nostro stato di salute, dall’obiettivo che ci poniamo e da molti altri fattori. 

Le tipologie di digiuno intermittente più conosciute sono il 16:8 ovvero un digiuno di 16 ore associato ad una finestra di nutrizione di 8 ore. Solitamente si consiglia per due giorni alla settimana. Ovviamente, deve essere sempre un professionista a consigliarne le modalità e seguire il suo decorso nel tempo rispetto alle reazioni del tuo corpo. Un’altra tipologia di digiuno è la famosa dieta dell’orologio che si basa sulla sincronizzazione tra corpo umano e luce solare. Mi spiego meglio: si cena entro le 2 del pomeriggio e si digiuna per le 18 ore che seguono. La 5:2, invece, prevede che due giorni a settimana rigorosamente non consecutivi si digiuni (o meglio, si limitino tantissimo gli alimenti) e gli altri 5 giorni ci si alimenti normalmente. Ripeto, le varietà di digiuno intermittente sono davvero tante. 

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Il microbioma intestinale 

Come dicevo poco fa, il microbiota intestinale (le colonie di batteri che abitano il nostro intestino tenue, l’ultimo tratto dell’apparato gastro digerente) viene messo sempre più spesso al centro della nostra salute. Di studio in studio, di analisi in analisi, infatti, il suo ruolo è sempre più preponderante per il nostro benessere totale o un peggioramento della salute generale del nostro organismo. Il microbiota intestinale assume un ruolo centrale nella composizione della nostra alimentazione e nella successiva attività metabolica che porta ad aumentare o a ridurre la risposta immunitaria (giusta o meno) del nostro organismo. 

La nostra alimentazione dovrebbe essere modulata sulla base dello stato del nostro microbioma intestinale (ma non solo). Questo perché l’alimentazione che conduciamo impatta sulla salute delle colonie di batteri che influiscono a loro volta sul nostro stato di salute. Questa catena si autoalimenta, in senso positivo e negativo. 

Il digiuno intermittente è uno strumento a nostra disposizione per aiutare la catena ad essere più positiva possibile. 

Le quantità di grassi, carboidrati, zuccheri, proteine e altri micro e macro nutrienti vanno effettivamente a incidere sul microbiota e sulla nostra salute. Inserire il digiuno intermittente nella nostra vita può avere grossi benefici. Adesso ti spiego il perché.

L’importanza del digiuno intermittente

Il fatto di essere sicuri di poter disporre di cibo è una certezza che abbiamo acquisito – come esseri umani, da pochi decenni. Si deve dare atto al fatto che il digiuno intermittente è da sempre qualcosa che appartiene al nostro modo di vivere: i pasti frugali del passato, la mancanza di cibo durante i periodi di carestia, e così via. Potrei fare centinaia di esempi e avrebbero tutti senso. Quindi, possiamo affermare che il nostro corpo è geneticamente abituato al digiuno, anche a quello intermittente.

Il digiuno intermittente allunga (di fatto, statisticamente) la vita, favorisce la perdita di peso, protegge dall’obesità e favorisce la prevenzione di tantissime malattie metaboliche, cardiacehe e neurodegenerative. Non solo, il digiuno intermittente, aiuta anche nella modulazione della risposta autoimmune per chi soffre di malattie o condizioni infiammatorie. Insomma, può avere davvero tanti benefici sulla nostra salute. 

Come funziona il digiuno intermittente

Il digiuno intermittente si basa sull’assunto che le nostre cellule devono sapere quando è il momento di servirsi dei grassi per la combustione e non più degli zuccheri. Si chiama flessibilità metabolica. Questa consiste nella capacità delle cellule di cambiare il proprio stato metabolico durante l’arco della giornata e rispetto a determinati fattori. 

Il metabolismo, insomma, si adatta al ciclo circadiano – quello che regola il nostro sonno. Come al solito, sono diversi ingranaggi che compongono il nostro stare bene totale. E per questo motivo, vanno regolati tutti insieme. 

Il ciclo circadiano regola il nostro metabolismo attraverso la produzione (o meno) di energia da parte dei mitocondri. Siamo più attivi di giorno che di notte. Questo dipende dal fatto che le molecole energetiche vengono distribuite rispetto alla luce o del buio. Per questo il digiuno intermittente utilizza fasce orarie o determinati blocchi temporali per massimizzare la sua efficacia. 

Il nostro orologio biologico , però, a volte si confonde e si adattata a ritmi poco regolari che sballano tutto. Il digiuno intermittente può aiutarci a rimettere in asse tutto attraverso la sua pratica. 

Provare a praticare il regime di digiuno intermittente può aiutare l’organismo a mitigare la confusione a cui può essere sottoposto. Limitare l’assunzione di cibo in alcune ore o all’inizio della giornata può aiutarci a regolare il peso corporeo, il metabolismo e ripristinare i ritmi circadiani che regolano il riposo e il relativo rilascio di energia nei momenti giusti. 

Un esempio lampante è la pratica del digiuno notturno che riduce (secondo uno studio) la recidiva del cancro al seno nelle donne dello studio stesso. 

Di nuovo il microbiota?

Il microbiota intestinale, in questo scenario, è centrale.

Già, di nuovo.

I batteri del tuo microbioma intestinale hanno un ciclo circadiano tutto loro. I microbi sono sensibili ad alcuni ormoni: ad esempio il microbio intestinale Enterobacter aerogenes è sensibile alla melatonina e responsabile della fermentazione degli zuccheri e della produzione di gas. Quando aumenta in modo “poco sano” ecco che cominciano i problemi. Utilizzare il digiuno intermittente per regolarizzare le abitudini e le dimensioni delle colonie batteriche può essere utile a migliorare la funzione metabolica e l’attività intestinale. I cambiamenti ciclici nel microbioma intestinale si allineano a quelli del ritmo digiuno-alimentazione imposti dal digiuno intermittente e migliorano la diversità delle colonie di microrganismi e, di conseguenza, la tua salute generale. 

Di fatto, i microbi intestinali inviano segnali all’universo quando stanno diventando affamati e, potenzialmente, più del dovuto o “cattivi” per il nostro organismo. Quando digiuni, tendenzialmente, non li stai nutrendo e quindi non alimenti la catena. Ovviamente, non puoi sempre digiunare. Per questo ricorriamo all’intermittenza. 

Ovviamente, ci tengo a ricordarti che siamo nel mondo del “può”, non del funziona necessariamente così perché c’è ancora tanto da scoprire sulla relazione tra digiuno intermittente e microbiota intestinale e, ancora, tra digiuno intermittente e tutto il resto del nostro organismo.

Tieniti aggiornato sull’argomento seguendomi sui social, però! 

 

Author: Dott. Francesco Marinelli

Mi occupo di nutrizione funzionale e credo che il cibo sia la medicina più potente che esista e in grado di migliorare la tua vita, se sai come utilizzarlo. Come diceva Ippocrate, fa che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il cibo. Inizia a pensare alla nutrizione come a un atto di amore, per prendersi cura di sé stessi e del proprio corpo. Per fare questo dobbiamo imparare a scegliere consapevolmente i cibi e far sì che i cambiamenti che mettiamo in atto siano duraturi e facciano parte di un nuovo stile di vita sano.

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